Episodio

Il freddo all'improvviso

Entrammo in quel regno, è vero, entrammo noi coi nostri piedi, ma non potevamo sapere che...
gioco di ruolo in remoto immagine di copertina episodio Gli orrori di Ptesport

Introduzione

Il gruppo di personaggi che partecipa a questa avventura inizia come gruppo già affiatato, tutti si conoscono molto bene e sono amici di lunga data perché hanno affrontato in precedenza numerose avventure, crescendo di livello insieme. 

Il gruppo si è formato ed è cresciuto nelle zone dell'Ovest, più civili e moderne (leggi ambientazione per saperne di più) e poi ha deciso di intraprendere il viaggio verso i confini estremi della civiltà, in direzione Est, per affrontare nuove e più formidabili sfide.

L'avventura inizia quando il gruppo ha ormai raggiunto il regno di Ptesport, che rappresenta l'ultimo regno civile prima delle terre inesplorate.

Narrazione

Quando mettemmo piede nel Regno di Ptesport non potevamo sapere cosa ci aspettava. Eravamo partiti un mese prima, entusiasti, lasciando i ricchi territori dell'Ovest, seguendo la strada dell'Est, per raggiungere i territori selvaggi e inesplorati al confine delle terre conosciute. Eravamo alla ricerca di avventure, misteri e tesori. Il Regno di Ptesport doveva essere la nostra ultima tappa prima di iniziare l'avventura, l'ultimo regno umano conosciuto lunga la strada dell'Est. Da quanto ci avevano detto un regno pacifico e florido, e così decidemmo che sarebbe stata la nostra base di partenza, il luogo perfetto per prepararci al difficile e lungo viaggio verso le terre inesplorate. 

Avremmo dovuto capirlo. Quando, appena attraversato il confine ovest del regno, la temperatura, che fino a quel momento era stata mite, divenne improvvisamente più rigida, e iniziò a nevicare e a soffiare un vento tagliente. 

Avremmo dovuto capirlo. Quando, uno dopo l'altro, i nostri cavalli morirono colpiti da serpenti velenosi, costringendoci a percorrere le ultime miglia a piedi, sudati e infreddoliti. 

Avremmo dovuto capirlo. Quando l'oscurità calò fulminea, cogliendoci impreparati, e ci portò i sinistri latrati di sconosciute belve - o erano mostri? - mentre per la prima volta ci illudevamo di riposare nel territorio del regno, accampati in un avvallamento protetto dalle sferzate del vento.    

Ma non lo capimmo, e proseguimmo. 

La strada dell'Est, che fino all'ingresso nel regno era stata una larga e comoda strada di terra battuta, divenne un pesante pantano di fanghiglia e ghiaccio e ci rendeva faticoso il camminare. Avevamo tutti i piedi gelati e le nostre scarpe erano bagnate. Il vento freddo e il nevischio si infilavano sotto i mantelli, graffiavano i nostri volti. 

Il cammino dal confine al primo villaggio SassoSpaccato avrebbe dovuto richiedere solo una giornata di comoda cavalcata. Arrivammo finalmente a vedere le case al termine di tre giorni di penosa avanzata. E lo spettacolo fu indicativo. 

Costruito su un basso colle erboso, Sassospaccato era un grumo di case di legno a due piani. Desolato e martoriato, esponeva le sue ferite al vento. Edifici distrutti dal fuoco, macerie ovunque, alcune case sventrate, carri rovesciati. Le case ancora in piedi erano rozzamente sprangate con assi di legno alle finestre e rinforzi sulle porte. Sulle prime non vedemmo anima viva in giro. Fra le case riconoscemmo una piazza del mercato, deserta. Ma qualcuno deve averci visto perché poco dopo da quella che non sembrava affatto una caserma uscirono alcuni soldati ben armati con una benda gialla al braccio. Si avvolsero in pesanti mantelli e, guidati da quello che doveva essere il loro capo, si incamminarono verso di noi. Decidemmo di attenderli lì sulla strada dove eravamo, per non provocare inutili ostilità. Pochi minuti dopo ci raggiunsero e il loro capo si fece avanti. 

"Salve avventurieri" - disse, scoprendosi il capo dal cappuccio e mostrando un volto da quarantenne indurito, spruzzato di barba già in più punti imbiancata - "il mio nome e Aldawir, sono lo sceriffo di Sassospacccato. Siate i benvenuti nel regno di Ptesport, governato da re Delanian dei Meditor. Vedo che siete stanchi, quindi non vi annoierò con inutili discorsi, veniamo subito al sodo. Il regno è in guerra, il fratello del re, Miorin l'usurpatore, non inchinandosi a suo fratello, legittimo erede al trono, ha provocato una guerra intestina che affligge il nostro regno. Sono stato incaricato dal re di offrire a tutti i viandanti e tutti gli avventurieri provenienti dall'Ovest di unirsi alla causa di Delanian per ripristinare l'ordine e la giustizia in questo regno martoriato dalle infamie e dalle arroganti spavalderie di Miorin. Quel miserabile si è asserragliato oltre il fiume. L'unico ponte è presidiato dai suoi scagnozzi e non è possibile passarci per proseguire lungo la strada dell'Est, dove presumo volete andare. Ma se siete affamati di glorie e onori, l'occasione per voi è unirvi a noi per sconfiggere quei figli di puttana e rispedire il loro fottuto capo nel fetido buco da cui è uscito. Siamo forti, a breve vinceremo, e voi potete far parte di questa vittoria. Per questo motivo il mio generoso signore vi offre una moneta d'argento al giorno, purché vi arruoliate nel nostro esercito. Anzi, vedo che non siete semplici soldati, quindi possiamo senza dubbio arrivare a due monete al giorno. Non dovete rispondere subito, capiamo che tutti hanno bisogno di riflettere prima di prendere una decisione così eroica e coraggiosa. Prendetevi prima una buona zuppa di cotica alla taverna lì giù e parlatene. Ma devo avvisarvi che i codardi non sono visti di buon occhio, qui in giro. Quando sarete pronti venite alla caserma, lì giù " - disse, puntando la mano guantata verso l'edificio da cui erano usciti - "e sarò felice di arruolarvi personalmente."

Dette queste parole Aldawir, senza attendere alcuna risposta da parte nostra, ci salutò con un mezzo inchino e a passo veloce tornò da dove era venuto seguito dai suoi sette soldati. Decidemmo che l'idea della taverna calda e di una buona zuppa non era poi tanto male, e ci incamminammo verso le case. Ma proprio all'angolo della prima casa sentimmo un sussurro provenire da una casa in rovina. Nell'androne semidistrutto c'era una figura incappucciata che attirò la nostra attenzione. Era una giovane donna, ci stava chiamando con un atteggiamento confidenziale ma segreto. Curiosi, decidemmo di avvicinarci per sentire cosa aveva da dire. Con una rapida occhiata ci accertammo che non fosse un'imboscata e che non ci fossero altri complici nascosti, poi entrammo. 

Una volta che fummo tutti all'interno della casa fatiscente la donna si tolse il cappuccio. Non era bella, ma sembrava molto intelligente. "Le signorie vostre mi perdonino se ho avuto l'ardire di chiedervi l'attenzione" - disse la fanciulla con una voce gentile - "Il mio nome è Misha e sono una suddita fedele e leale di re Miorin dei Meditor, il vero re di Ptesport. Dovete fare attenzione ai servitori di Delanian. Sicuramente vi avranno detto le solite velenose menzogne che dicono a tutti quelli che arrivano da Ovest. Vi avranno già detto che il nostro regno è in guerra, è vero, ma non vi hanno detto che il re è Miorin e non quel Delanian, che è un usurpatore maledetto. Nel nostro regno è sempre stata rispettata la tradizione per cui è il più giovane, e non il primogenito, ad avere diritto al trono. Ma Delanian è più vecchio di Miorin, e non ha rispettato la tradizione e non ha accettato suo fratello minore come re e ha per questo scatenato un'ingiusta guerra contro suo fratello, erede al trono di diritto. Chiedete in giro se non è vero, ma per carità!" - esclamò con una espressione forzatamente drammatica - "chiedete a chi non ha la fascia gialla al braccio, anche se da questa parte del fiume è difficile trovare persone che non si sono schierate per Delanian. Perdonatemi, ma vi dovevo avvisare perché i viandanti arrivano tutti in questa zona del regno che Delanian ha strappato a re Miorin. Per questo i suoi uomini sono sempre i primi a intercettare gli stranieri. Ma la sua guerra è ingiusta perché è un usurpatore. Non arruolatevi con lui, ma raggiungete il mio signore oltre il fiume, nella capitale Campomaggio, al maniero del Ponte Rosso. E gli dei vi benediranno perché sarete con i giusti, e non coi malvagi. Benché il mio signore sia stato impoverito dalle continue rapine e razzie e violenze del suo malefico fratello, sarà anche lui generoso con voi che sembrate avventurieri esperti e valorosi. Vi prego, non cadete nel tranello dell'infame Delanian, fidatevi di me, l'unico che ha diritto al trono è re Miorin. Io non posso farmi vedere in giro, ma se decideste di unirvi a noi, andate dal vasaio che ha la bottega sulla piazza del mercato, a sud della piazza, e chiedete di comprare un vaso di Misha. Lui capirà e ci metterà in contatto, poi verrò a prendervi per guidarvi lungo un sentiero sicuro e per.." - il discorso di Misha fu però interrotto da un rumore che la mise in allarme, si girò a scrutare con attenzione e poi concluse rapidamente - "scusatemi, adesso devo scappare, qui non è sicuro per me, se mi trovano sicuramente mi tortureranno e mi uccideranno, spero facciate la cosa giusta, addio". Detto ciò Misha scappò via lasciandoci a meditare. 

La prima idea che ci venne in mente fu però legata alla fame e alla taverna che, a pochi passi, prometteva di renderci felici. Entrammo e mai fu più ben accetto il caldo abbraccio di una taverna, benché in se stessa fosse poco più di una lurida topaia. Era molto ampia e spaziosa ma c'erano pochissimi avventori, in tutto una decina. Tre uomini, dall'aspetto di poveri, ma con addosso alcuni attrezzi tipici degli allevatori di bestiame, erano seduti al lungo tavolaccio principale, al centro della sala. Al braccio avevano vistose bende gialle e luride. Erano già alticci e discutevano animatamente. Altri tre, tutti con bende gialle al braccio, erano seduti allo stesso tavolo ma da soli, ciascuno chino sul suo boccale. Una coppia di contadini magri e vestiti di stracci e l'immancabile benda gialla al braccio, stava seduta al lungo bancone. I due sussurravano, mentre un oste emaciato e forse malato serviva bevande da oltre il bancone. In due angoli opposti della sala stavano infine altri due individui, avvolti in lunghe tuniche scolorate e sdrucite, forse sacerdoti elemosinanti o viandanti dall'aspetto povero e disperato.  

Per noi stessi scegliemmo uno dei due tavoli d'angolo ancora liberi, per non attirare troppo l'attenzione e poter parlare con discrezione degli eventi degli ultimi giorni e decidere sul da farsi. Non avevamo più cavalli. Inoltre il regno di Ptesport, che doveva essere un luogo accogliente, perfetto per una riposa

Lo Sparviero: "Lo sapevo che finiva così- sussurra - me lo sentivo che qualcosa... e ora?" (Palmiro)
Rebecca Favellente: "Se non muoio prima di fame o di stanchezza vorrei evitare di farmi uccidere da questi gentiluomini con la fascia gialla..." (Martina)
Lo Sparviero: "Buona idea, mangiamo qualcosa, ho una vera voragine in pancia. Dei tipi in giallo mi preoccupo poco, sembrano deboli e inoffensivi..." (Palmiro)
Rebecca Favellente: "Però sarebbe interessante capire di cosa stanno parlando quei tre" (Martina)
Umba Kini: "Se volete la mia opinione, e so che la volete, dovremmo lasciarli scannare tra loro. Le guerre di successione non sono mai un buon affare..." (Antonio)
Peloter : "Le guerre di successione, invece, sono un ricco affare, amico mio: devi solo trovarti dalla parte giusta nel momento giusto." (Antonio)
Bon Habibulo: "Sono piuttosto stanco di guerre. Cosa sono i ricchi affari di cui parli, Peloter? Riempirsi le tasche di denaro insanguinato? Potremmo provare piuttosto a dare un po' di pace a questo popolo allo sbando." (Roberto)
Rebecca Favellente: "Non possiamo fare finta di niente" (Martina)
Rebecca Favellente: "Se non altro perché abbiamo un ponte da attraversare.." (Martina)
Rebecca Favellente: "Nessuno di noi vuole tornare indietro, credo" (Martina)
Bon Habibulo: "Credo ci sia da decidere come e perché vorremmo restare qui." (Roberto)
Lo Sparviero: "Sono d'accordo con Rebecca, tornare indietro mai. Suona male. " (Palmiro)
Peloter : "Prima di decidere con chi schierarci, credo sia opportuno raccogliere informazioni" (Antonio)
Umba Kini: "(Sbuffando) Se proprio dobbiamo..." (Antonio)
Lo Sparviero: "Certo, è davvero triste. Vi ricordate la luce negli occhi di quella signora quando ci parlava del regno di Ptesport? E invece adesso è in questo stato misero. Però concordo con Peloter, non schieriamoci finché non ne sappiamo di più. E tu, Umba, non fare come sempre finta di annoiarti, lo sappiamo tutti qui che non vedevi l'ora di dimostrarci, come sempre, che sei il più intelligente di tutti." (Palmiro)

I nostri discorsi furono però interrotti dal vociare dei tre ubriachi a cui tutti dedicammo un po' di attenzione, forse accettando il saggio consiglio della nostra bellissima e sacra sacerdotessa, Rebecca. Le loro voci infatti, a causa dei numerosi boccali di vino, era diventata quasi impossibile da non ascoltare, inoltre i toni sembravano accesi da un sempre più furioso conflitto di idee. 

Garg, allevatore grasso : "Smettete di ciancicare con quella bocca inutile, voi due, ne ho abbastanza di voi e delle vostre chiacchiere. La colpa di tutto questo macello è di quel porco lurido di Miorin e di quei fessi che lo seguono" (Narratore)
Edwin, allevatore basso: "Sei un idiota Garg, un vero idiota... ma come avrebbe fatto un ragazzino come lui a far arrivare nella nostra terra tutti gli orrori che adesso la infestano? Eh? Con quale potere?" (Narratore)
Garg, allevatore grasso : "

E che ne so io? Magari un mago, una maledizione, un qualche trucco da sapiente... non mi importa. So solo che quasi tutte le mie vacche sono morte, mangiate da chissà cosa di notte, giorno dopo giorno.. e poi... l'ultima volta.. io l'ho visto sapete! Io ho visto l'orrore alato... o meglio, la sua ombra... e beh, chiaro! Sono fuggito. E al mio ritorno erano rimaste non più di dieci vacche. Una l'ha divorata ma le altre... un orrore...le ha uccise per gioco, per divertirsi... ed è tutta colpa di quei bastardi di Mioriani. Ora che non ho più vacche, quasi quasi mi faccio soldato e vado a conciarli come si meritano.

" (Narratore)
Misha allevatore magro: "Hahahaha! Grag, Grag, sei proprio uno spasso! Ti ci vedo proprio con la spada in mano a farti infilzare da un soldato vero. Sei un grassone che a stento sale le scale, figurati a combattere contro i soldati di Miorin..." (Narratore)
Edwin, allevatore basso: "Ma non è questo il punto! Come è che non capite! Siete due idioti... tutti gli orrori che abbiamo visto e che ci hanno raccontati chi li ha visti non possono essere un potere di Miorin. E anche se il nostro re Delanian cerca di convincerci che è opera di Miorin, e che è colpa sua, e che per questo dobbiamo distruggerlo, io non ci casco! Avete sentito tutti? Io non ci casco! Deve ancora nascere uno abbastanza furbo da fregare Edwin figlio di Edmat!" (Narratore)
Garg, allevatore grasso : "Edwin! Ahahah! Continua a gridare a tutti queste cose e ti ritroverai tra poco i soldati di Delanian che ti faranno lo stesso servizio che hanno fatto ieri a quell'idiota di Macor, che se l'è cercato! " (Narratore)
Misha allevatore magro: "

Garg ha ragione, Edwin, abbassa la tua voce se non vuoi fare la fine degli altri. Comunque maledetto il fato! Stavamo così bene. E invece quel povero bravo re Aganar doveva proprio morire! Da quando è morto lui tutto ha iniziato ad andare a rotoli! E chissà che fine ha fatto il povero principe Periol!

" (Narratore)
Edwin, allevatore basso: "Zitto Idiota, non sai che nominare il principe scomparso porta sventura sul tuo capo? " (Narratore)
Garg, allevatore grasso : "

E poi, anche qui non ci sono soldati di Delanian non vuol dire che uno di questi idioti, qui, non possa fare la spia, vero? Eh, idioti? C'è qualcuno che non vede l'ora di fare la spia? Ditelo ai soldati allora, Edwin e Misha, sono loro i traditori!

" (Narratore)
Edwin, allevatore basso: "Che sacco di grasso rancido che sei! Stai zitto, abbassa la voce." (Narratore)
Misha allevatore magro: "Andiamo via compari! Abbiamo bevuto abbastanza per oggi, torniamo al nostro villaggio. E speriamo di arrivarci sani e salvi." (Narratore)
Garg, allevatore grasso : "Beh, se ci sbrana qualche mostro per strada avremo almeno risparmiato la fatica ai soldati di Delanian venuti a caccia di voi due traditori! Ahahaha!" (Narratore)

Invitato ad abbassare il tono di voce, l'allevatore grasso, Garg, fu poi aiutato a scendere dal suo sgabello e portato fuori dal compagno più magro. Il tizio basso pagò l'oste poi, gettando occhiate sospettose sulla sala, uscì di fretta senza salutare nessuno. La loro uscita fu accompagnata da qualche mormorio sommesso, poi un silenzio pesante riempì la sala, costringendoci a sussurrare per non essere ascoltati.

Umba Kini: "Mmm...l'ombra di una creatura alata che si nutre di bestiame, ma che uccide anche per divertimento. Ciò denota che il predatore notturno è una creatura intelligente o guidata da un'intelligenza a lei esterna..." (Antonio)
Lo Sparviero: "Sembra divertente... direi finalmente qualcosa di eccitante. Non ne potevo più di usare il mio arco solo per procurare a voi qualche bistecca di cervo. Ma Umba, perché dici che è guidata da una intelligenza esterna?" (Palmiro)
Umba Kini: "Solo le creature intelligenti uccidono per divertimento. Le creature inferiori uccidono solo per soddisfare gli istinti primari come la fame, ad esempio..." (Antonio)
Peloter : "Invece di perderci nella filosofia del nostro esotico compagno di viaggio, cosa ne dite se tiro qualche informazione al tizio delle vacche morte?" (Antonio)
Umba Kini: "Spero che tu non voglia fare ricorso alle tue DISCUTIBILISSIME abilità...." (Antonio)
Peloter : "Tra farfugliare informazioni e farfugliare incantesimi non vedo differenze!" (Antonio)
Umba Kini: "(Irritato) Ciò che gli dei ti hanno donato alla nascita non è minimamente paragonabile a quello che io..." (Antonio)
Peloter : ""...a quello che io ho raggiunto dopo anni di studio"....lo sappiamo tutti. A proposito di tutti, voi compagni che idea vi siete fatti?" (Antonio)
Lo Sparviero: "Beh, grazie di averlo chiesto, Peloter. Pensavo avresti passato la serata a litigare con Umba. Comunque, come sempre geniale, Umba, hai ragione, creature non intelligenti non uccidono per divertimento... Beh, che fare? Io intanto mangerei e mi farei proprio volentieri una bella dormita. Ma come sempre lascio a voi geni di decidere, fatemi sapere. Però intanto io ordino qualcosa per tutti, che dite? " (Palmiro)

Detto ciò il nostro massiccio compagno, Lo Sparviero, si alzò dirigendosi verso il bancone. Lo osservammo confabulare alquanto con l'oste, per poi tornare perplesso al tavolo.

Lo Sparviero: "Accipicchia miei cari compagni, non sapevo che eravamo finiti in una osteria per signori nobili. Volete sapere che prezzo ha chiesto l'oste per darci un piatto di fagioli coticati e una bevuta? 4 monete d'oro. Chissà quanto vorrà per farci anche dormire. Che ladro. Io però ho fame, quindi mangio, e visto che mi sento generoso e ottimista, ordino per tutti." (Palmiro)

Detto ciò Lo Sparviero tornò dall'oste, tirò fuori alcune monete dal suo sacchetto, e l'oste in pochi istanti preparò un grande vassoio con piatti di coccio, una grossa caldare di fagioli coticati, tre fiaschi di vino e bicchieri. Traballando sotto il peso del vassoio l'oste giunse al nostro tavolo, ci salutò con un cenno impercettibile, posò il tutto sul tavolo e girò sui tacchi tornando alla sua confortante postazione.

Lo Sparviero: "Alla fine mi ha fatto lo sconto, quello strozzino. Solo 20 monete per far mangiare e bere tutti. Che amico. Buon appetito amici miei. Era ora. Ah, che profumo questi fagioli coticati. " (Palmiro)
Finn Dolceviso: "sparviero, ma non é che hai notato dice l'oste ha riposto le monete?" (Diana)
Finn Dolceviso: "dove ha riposto, intendo" (Diana)
Umba Kini: "Io andrei a parlare con il vasaio..." (Antonio)
Peloter : "...ed io dal vaccaro grasso...hai indovinato Umba, effettivamente giocare con gli inchiostri magici ti ha reso davvero più intelligente!" (Antonio)
Finn Dolceviso: "Umba perché suggerisci il vasaio? e tu Sparviero, ti ho fatto una domanda! sei sordo per caso?" (Diana)
Lo Sparviero: "Finn, Umba, Peloter... state calmi, mangiate, riposiamo, poi faremo tante belle cose, come sempre. Poi direi, Finn, non cominciare subito a farti riconoscere. Qui tira una brutta aria, lascia stare, ho offerto io. " (Palmiro)
Finn Dolceviso: "Sparviero ma davvero non so a cosa alludi! " (Diana)
Finn Dolceviso: "mi conosci, io sono una brava persona" (Diana)
Lo Sparviero: "Ai pochi risparmi di quel povero oste a cui le brave persone come te non dovrebbero pensare." (Palmiro)
Umba Kini: "Mia cara Finn, il vasaio è il contatto diretto con quella Misha...forse conosce molte cose che potrebbero chiarirci le idee sulle fazioni in lotta, o forse nulla. Ma un tentativo non costa nulla." (Antonio)
Peloter : "Concordo con lo Sparviero. Stasera o domani, il grassone parlerà, oh se parlerà!" (Antonio)
Lo Sparviero: "Peloter, il grassone sarebbe uno di quegli ubriachi che vociavano prima? In quel caso, non so se hai ascoltato, ma credo che il grassone e i suoi compagni si siano messi in cammino per un villaggio un po' lontano da qui.." (Palmiro)
Peloter : "Mi era sfuggito il particolare, con tutto questo vociare..." (Antonio)
Lo Sparviero: "Insomma, visto che non ne volete sapere di mangiare, e dato per buono che abbiamo deciso di rimanere, penso che dovremmo decidere se vogliamo unirci al conflitto in una delle due fazioni oppure vogliamo andare a caccia di mostri, o se preferiamo indagare sulle cause dello sfacelo del regno, che da quanto dicevano è solo da poco in queste condizioni. Voi che siete pensatori, decidete, per me è lo stesso. Basta che presto o tardi troviamo qualcuno su cui possa esercitare la mia famigerata e infallibile mira." (Palmiro)
Grualdo Abbattipecore: "Bisogna seguire ed ottenere informazioni, restare non serve " (Guido )
Grualdo Abbattipecore: "Il grassone ha con se le vacche ? " (Guido )
Lo Sparviero: "Grualdo, che dire, esci e vai a controllare. Ma ne dubito. Tu andresti alla taverna portando con te le tue vacche?" (Palmiro)
Umba Kini: "Grualdo, adesso ho la conferma che la tua forza è nulla paragonata alla tua perspicacia...comunque, ritengo che il nostro amico arciere abbia ragione: riposiamo qui e domani andremo a raccogliere informazioni." (Antonio)
Rebecca Favellente: "Sono d'accordo, dobbiamo avere le idee più chiare sulla situazione. Combattere è un passatempo interessante ma mi seccherebbe scegliere la fazione sbagliata" (Martina)
Gruppo: Dopo un bel sonno ristoratore, il gruppo va prima a parlare con Aldawir (Umba casta ESP mentre gli si fanno le domande, mentre Finn cerca lettere, prove, materiale utile a ricavare qualche dettaglio in più) e poi dal vasaio indicato da Misha (Finn cerca le stesse cose cercate da Aldawir). Le domande, grosso modo sono: perché tu hai ragione, perché gli altri hanno torto, sai qualcosa circa gli strani attacchi al bestiame, il Paese prima era florido quindi che fine hanno fatto le ricchezze...

Seguimmo il saggio consiglio di Rebecca e chiedemmo all'oste una camera per dormire. Quello non perse l'occasione per spillarci altre 2 monete d'oro a testa, una cifra esorbitante. In tutto il resto del mondo, che pure avevamo viaggiato in lungo e in largo, con 1 moneta d'oro dormivi una settimana. Ma presi dalla necessità e dalla stanchezza, accettammo. Trascinammo i nostri corpi infreddoliti e stanchi fin al piano superiore, scortati dall'avido ed emaciato padrone di casa che con un sorriso ci condusse in una camera larga e, fortunatamente, dignitosa. Finalmente ci stendemmo sui letti. Bisogna dire che almeno erano puliti e comodi. Rebecca, prima di dormire, ci cantò una canzone con la sua meravigliosa voce, per rilassarci e farci distrarre un po' dalle penose riflessioni che stavano oscurando il nostro umore. Esortati dalla prudenza di Bon Habibulo, decidemmo di fare comunque dei turni di guardia, per evitare spiacevoli sorprese durante il nostro meritato sonno. La notte trascorse tranquilla. "Nulla, durante il mio turno" disse al mattino Grualdo, mentre l'alba indorava i dolci colli verso est "Solo qualche lontanissimo ma inquietante latrato e, mah, non sono sicuro, ma forse... urla umane". I primi ad alzarsi furono Bon Habibulo e Rebecca, che dedicarono le loro prime attenzioni alla preghiera, racchiusi in una profonda meditazione mentre Umba scorreva le pagine del suo grande tomo per poi starsene con gli occhi fissi sul soffitto a ripetere mentalmente chissà quali arcani concetti. Pian piano tutti riprendemmo confidenza col mondo, ci rivestimmo con i panni più pesanti a disposizione, risistemammo le nostre cose e scendemmo. 

L'oste ci sorprese con la sua generosità, offrendoci un piatto di fagioli coticati, del formaggio e del pane, per colazione. La taverna era vuota, a parte noi e un avventore solitario, che sembrava dormire in un angolo della sala. A ben vedere era lo stesso del giorno prima che forse aveva dormito sulla scomoda panca d'angolo. Consumammo il pasto. Prima di uscire Umba Kini si appartò, sfruttando la riservatezza della taverna per salmodiare un incantesimo e prepararsi all'incontro che avevamo progettato. Finalmente uscimmo nel gelido vento che spazzava le strade e i tetti del villaggio di Sassospaccato. 

Costruito su un basso colle erboso, Sassospaccato era un aggregato di case per lo più di legno a due piani. Desolato e martoriato, esponeva le sue ferite al vento gelido e tagliente. La nostra taverna, il Bue muto, era sul lato ovest della vasta piazza centrale. Non si vedeva anima viva in giro, la piazza era deserta. Molte porte e finestre erano rozzamente sprangate con assi di legno e rinforzi improvvisati. A sud c'era un quartiere di botteghe tra vedemmo un edificio distrutto, forse da un incendio. Al lato nord c'era un largo edificio in pietra con una targa "Emporio di Dudda", ma sembrava chiuso. A est invece un quartiere di botteghe di tessitori e sarti, con diverse botteghe abbandonate e disastrate. Nella piazza c'erano macerie sparse ovunque. La ruota di un carro rovesciato cigolava, spinta dal vento teso.  

Camminammo a passo deciso, sfidando le lame ghiacciate del vento, mentre ci rendevamo conto di non avere vesti adeguate a quel maledetto freddo. Ci dirigemmo verso la casa che fungeva da caserma, da cui il giorno precedente era uscito Aldawir coi suoi uomini. Era dietro un angolo della piazza. Era la casa più grande del quartiere dei tessitori, a ovest. Dopo aver bussato, due soldati ci fecero entrare di fretta, per evitare che il freddo penetrasse nella loro tiepida alcova. Aldawir era seduto a un tavolaccio intento a scrivere. Nella stanza adiacente quattro soldati consumavano una magra colazione. Inizialmente Aldawir sembrò felice di vederci credendo fossimo lì per arruolarci immediatamente. Facemmo parlare con lui Rebecca, sperando che la grazia e il fascino della nostra compagna fossero d'aiuto nell'evitare inutili contrasti. Ed infatti il viso di Aldawir si oscurò quando la sacerdotessa, accampò con furbizia scuse ponderate. Spiegò che eravamo appena arrivati, che l'idea di arruolarci era senz'altro fra le nostre priorità ma avevamo prima bisogno di un po' di riposo per riprenderci da un duro viaggio e dalla grande fatica. Aldawir non fu affatto contento delle nostre domande. Rebecca chiese perché avremmo dovuto seguire D0elanian e non Miorin. L'unica risposta del comandante fu che Miorin era un giovanetto viziato, inutile e malvagio e per questo meritava di morire. Delanian invece era l'unico uomo forte in grado di guidare il Regno di Ptesport. Aldawir fu ancora meno felice quando Rebecca chiese chiarimenti sulle razzie di bestiame. Rispose solamente che girava voce che il regno non era più sicuro a causa delle razzie delle bande armate del lurido Miorin e che anche per questo motivo andava sconfitto al più presto. Quando infine gli chiedemmo la causa dello sfacelo del regno ebber un gesto di stizza e rammarico. Rispose vagamente, lasciando intendere che fossimo stupidi, accennando qualcosa sull'averci già detto che Miorin è l'unica causa di tutti i problemi. Non fu facile uscire da lì, perché Aldawir insisteva sull'arruolamento immediato e lasciava intendere che chi non era con loro era contro di loro. Sembrò infine rabbonito dalla calma e sorridente Rebecca che lo rassicurò che ci saremmo tutti arruolati non appena fossimo in forze.

Appena fuori Umba ci fece segno che aveva qualcosa da dirci. Finn ci guidò all'angolo di un vicolo dietro la Taverna. Era un luogo appartato, lontano da orecchie e occhi indiscreti, ottimo per ascoltare quel che Umba aveva da dirci. Stretti in un cerchio di schiene contro il vento gelido, ascoltammo Umba che ci riferì quel che aveva scoperto sondando la mente di Aldawir. Il comandante, al nostro arrivo, aveva pensato "perfetto, ecco altri che si arruolano per il nostro re, e la mia ricompensa aumenta!!" Poi, una volta scoperto che non volevamo arruolarci immediatamente, nella sua mente avevano preso forma vaghe e indistinte forme di violenza fisica e tortura. Alla domanda sul perché avremmo dovuto arruolarci con Delanian, aveva risposto con sincerità, pensando anche che non era necessario un motivo. Dato che Miorin era un "nemico", mentre Delanian era il re. Miorin, colpevole della morte di alcuni suoi commilitoni, era un "nemico". Ma alla domanda sulle razzie di bestiame aveva pensato molto più di quanto ci avesse detto, omettendo volutamente di dire che lui stesso aveva molta paura, avendo visto coi suoi occhi terrificanti umanoidi dalla pelle verde alti due metri, e saputo che in tutto il regno erano apparse negli ultimi tempi altre mostruose creature. Nella sua mente erano apparse rapidamente visioni e sommarie descrizioni di tanti orrori, tra cui spiccava mostri che pietrificavano i malcapitati, giganti alti tre metri, fantasmi e presenze dall'oltretomba, creature simili a grandi lucertole intelligenti... e poi aveva pensato che le razzie non erano solo di bestiame ma anche di uomini, soldati, popolani e malcapitati viandanti. Aveva perciò realizzato che alla domanda doveva solo rispondere con il solito mantra circa la colpa di Miorin, anche se perfino per lui era poco credibile visto che il ragazzo era giovane né c'era nel gruppo di nobili che lo sostenevano una figura che avesse un tale potere. Infine, alla domanda sulle cause dello sfacelo del regno, nella mente di Aldawir si era fatto strada il pensiero delle orde di terrificanti mostri che da più di un anno infestavano il regno, come anche del gelo incomprensibile calato su tutte le terre. Ma si era anche insinuato un terribile di un dubbio, legato ai problemi della dinastina regnante dei Meditor, alla morte dell'anziano regnante Aganar dei Meditor, padre dei tre figli Delanian, Miorin e Periol dei Meditor, alla scomparsa del giovane principe Periol, ai litigi fra i due fratelli e la conseguente guerra civile che da un anno metteva fratello contro fratello in un regno prima pacifico e meraviglioso. Anche se lui stesso non avrebbe saputo dire perché le due cose - i mostri e i problemi dinastici - fossero collegate. 

Spronati dal gelo incalzante, decidemmo di non perdere altro tempo e proseguire nel nostro piano. Volevamo andare dal vasaio indicatoci dalla donna di nome Misha come contatto dell'opposta fazione. Non c'era nessuno in giro, e decidemmo di chiedere indicazioni all'oste. Egli ci guardò con sospetto. Ci spiegò che il quartiere dei vasai occupava il lato sud della piazza del mercato e la bottega del nostro uomo era nell'angolo più a sud di tutto il quartiere. Attraversammo nuovamente la piazza, imboccammo un breve vicolo che tagliava in due il quartiere. Solo un paio fra le tante botteghe erano aperte. Al nostro passaggio un vecchio sdentato accennò col capo e chiuse la bottega. Raggiungemmo l'ultimo edificio verso il sud. Non fu difficile trovare la bottega perché il villaggio di Sassospaccato era piccolo. Quando arrivammo sulla porta della bottega c'era un uomo di cinquant'anni, con una rada barba ispida e gli occhi acquosi e infossati. Ci osservava circondato da vasi di ogni forma e misura. Molti erano rotti e c'era ciarpame ovunque. "Cosa volete?" chiese, in tono duro. "Un vaso di Misha" rispose Umba. "Venite con me, li ho sul retro". 

Lo seguimmo quindi dentro. Non appena chiuse la porta ci squadrò con sospetto. "Non cominciamo affatto bene" disse, guardandoci di traverso. "Un topolino mi ha riferito che siete appena stati da Aldawir. Ma posso capire... viaggiatori saggi è importante sapere cosa accade qui." Rebecca, ripeté la trafila di domande già fatte ad Aldawir. Il vasaio sostenne che Miorin, essendo l'erede più giovane aveva il giusto diritto al trono. Vedendo le nostre facce sorprese, chiarì anche che capiva la nostra perplessità, perché in tutto il mondo è il più grande dei fratelli ad avere diritto al trono, ma che nella famiglio Meditor, che da quasi mille anni regnava su Ptesport, era in uso da sempre la tradizione che fosse il figlio più piccolo ad ereditare il trono del padre morto e che i fratelli e le sorelle maggiori diventassero i suoi più fidati consiglieri e ministri. E che per questo Delanian, essendo più vecchio, doveva servire, secondo la tradizione, il suo giovane fratello Miorin, che era il legittimo erede. Per il resto alle altre domande ricevemmo risposte pressocché uguali e contrarie a quelle del capitano, ovvero il vasaio metteva Miorin al posto di Delanian. Delanian era il responsabile di tutti i problemi, mentre Miorin l'unica soluzione. Il vasaio volle sapere se eravamo decisi ad arruolarci ma Rebecca, anche in questo caso, spiegò che stavamo valutando se arruolarci e accampò la solita scusa della stanchezza, per prendere tempo. Il vasaio accettò l'idea con maggiore filosofia del capitano e ci congedò.

Usciti da lì tornammo nell'angolo del vicolo dietro la taverna. Chiedemmo a Umba se aveva indagato la mente del vasaio. Umba ci informò che il vasaio era a modo suo sincero, e nei suoi pensieri non aveva scoperto nulla di nuovo, se non un pensiero fugace. Era un pensiero emerso alla domanda sui motivi dello sfacelo del regno. Il vasaio infatti in quel momento aveva rievocato il pensiero di un uomo saggio e sapiente, di nome Gregor, che doveva essere un fedele servitore del re Aganar, dicendo a se stesso che se non fosse scomparso lui, se fosse rimasto al fianco dei figli eredi al momento della morte del padre Aganar, forse tutti i problemi del regno si sarebbero potuti evitare. E concluse i suoi pensieri al riguardo augurandosi il ritorno di Gregor.  

Decidemmo quindi di rientrare in taverna, sia per evitare il gelo, sia per avere il tempo di ragionare insieme su queste nuove informazioni e decidere il da farsi. L'oste ci guardò sospettoso, ma dopo aver ordinato del vino al modico prezzo di 1 moneta d'oro a testa, il suo sguardo si addolcì. Ci sedemmo al solito tavolo nell'angolo. La taverna, in quel momento era vuota e ci ritrovammo nuovamente a parlare.  

Umba Kini: "Dovremmo indagare sulla scomparsa di questo Gregor..." (Antonio)
Peloter : "...ed arruolarci nelle fila di Miorin!" (Antonio)
Umba Kini: "...detesto quando completi i miei ragionamenti, Peloter!" (Antonio)
Lo Sparviero: "

Non vedo come si possa. Nel senso, o combatti o indaghi, le due cose insieme le vedo dure. Se ci arruoliamo non credo che ci lasceranno liberi di indagare a nostro piacere. Ma forse hai un piano, come al solito, per smentirmi..

" (Palmiro)
Umba Kini: "Gregor, a quanto pare, potrebbe tornare utile alla fazione di Mionir. Se ci schierassimo con loro, a patto di poterlo rintracciare? Inoltre, ho il vago sospetto che la sua scomparsa abbia, in un modo o nell'altro, a che fare con gli attacchi di quei mostruosi esseri, tanto temuti da Aldawir..." (Antonio)
Peloter : ""Se fosse rimasto al fianco degli eredi"...e se ci fosse lui dietro agli attacchi?" (Antonio)
Umba Kini: "mmm...il ragionamento fila. Pensateci un attimo: sei la persona più influente del regno, ma sei relegato al "semplice" ruolo di consigliere. Instilli nel figlio maggiore l'idea che sia lui a dover succedere al padre, sperando che i due fratelli si combattano in una guerra fratricida, con il solo scopo di indebolire tutte le parti in gioco. Nel frattempo ti sbarazzi dell'ininfluente terzo fratello, e poi scompari, aspettando al sicuro in un luogo segreto, che le due parti siano allo stremo..." (Antonio)
Lo Sparviero: "Io sono d'accordo che questo Gregor potrebbe essere una figura chiave. Se tu pensi di trovare un modo per arruolarci con Mionir e allo stesso tempo indagare, io ci sto. Ma prima di spargere il sangue di una o l'altra fazione, vorrei essere certo di aver fatto la scelta giusta. Non amo dovermi pentire del sangue versato." (Palmiro)
Peloter : "...per poi cogliere il frutto delle tue macchinazioni con orde di chissà quali mostri. Teoria azzardata mio caro Umba!" (Antonio)
Umba Kini: "Infatti...credo che la chiave di tutto sia questo Gregor. Non dovremmo schierarci per il momento, ma trovare la via che ci porti a lui!" (Antonio)
Peloter : "Io sono con te, Umba. E voi amici?" (Antonio)
Lo Sparviero: "Umba, quindi, fammi capire se seguo il tuo pensiero. Tu dici che questo Gregor ha trovato il modo di far arrivare orde di mostri, e a quanto pare anche di razza diversa. Ma ci vuole un grande potere per far questo, o sbaglio?" (Palmiro)
Umba Kini: "Dipende: se stiamo parlando di mostri evocati, si è necessario un grande potere. Se stiamo parlando di semi-umani intelligenti, allora basta un po' di astuzia e qualche promessa ben fatta." (Antonio)
Grualdo Abbattipecore: "Gregor è sicuramente una figura chiave, ma anche il terzo figlio del re. Credo che le due sparizioni potrebbero avere qualcosa in comune, il mandante magari " (Guido )
Grualdo Abbattipecore: "Arruolarsi a mio avviso, porterà solo problemi, almeno fino a quando non siamo sicuri di noi e sopratutto della situazione " (Guido )
Grualdo Abbattipecore: "Arruolare mercenari così di primo acchito mi fa solo pensare quanto stiano con il culo per terra " (Guido )
Grualdo Abbattipecore: "Altra cosa da chiarire prima del prossimo giro di vino, l’oste è un ladro, non avrà da me null’altro che quello che riterrò opportuno per questo posto. Anzi non avrà da me null’altro!!! " (Guido )
Lo Sparviero: "Concordo con te su tutto, soprattutto sull'oste. " (Palmiro)
Lo Sparviero: "(ride)" (Palmiro)
Lo Sparviero: "(ride)" (Palmiro)
Finn Dolceviso: "gia ieri mi ero offerta di bilanciare i conti con l'oste ma voi mi avete fermato!!" (Diana)
Finn Dolceviso: "per trovare Gregor... una possibilità sarebbe tornare dal vasaio e dirgli che abbiamo sentito in taverna parlare di un certo Gregor...e chiediamo se lui ne sa qualcosa!" (Diana)
Finn Dolceviso: "di certo non possiamo alludere al trick di Umba!" (Diana)
Lo Sparviero: "

Finn, sono d'accordo con te che forse potremmo andare dal vasaio a sentire se ci dice qualcosa di Gregor, perché siamo tutti d'accordo che è una figura chiave... Magari dicendogli che ci arruoliamo solo a patto di sapere di più su due o tre cose che ci interessano...

" (Palmiro)
Rebecca Favellente: "Anche io vorrei saperne di più su questo Gregor" (Martina)
Rebecca Favellente: " Ma vorrei anche sapere cosa comporta arruolarsi.. in che modo ci vincola a un regnante piuttosto che all'altro. Voi davvero accettereste di prendere ordini da queste persone? " (Martina)
Grualdo Abbattipecore: "Una cosa alla volta, prima diventiamo osti e poi chiediamo in giro " (Guido )
Rebecca Favellente: "(Intanto continua a riflettere)" (Martina)
Grualdo Abbattipecore: "Rebecca ti vedo stranamente pensierosa " (Guido )
Lo Sparviero: "Grualdo, ma cosa vuoi fare a quel povero oste? Però in effetti potremmo minacciarlo... che se tenta di estorcere ancora una sola moneta d'oro se la vedrà brutta... " (Palmiro)
Rebecca Favellente: "Se invece di arruolarci e basta riuscissimo a convincere la persona con la carica più alta che saremmo più utili per una missione specifica? Una missione che solo un gruppo ristretto e bene affiatato potrebbe portare a termine " (Martina)
Lo Sparviero: "

Rebecca non ha torto. Chissà che ordini potrebbero pensare di darci. Non credo che se arriviamo in alto nella loro gerarchia avremo più margine di manovra, anzi, forse meno, un leader vorrà usarci per i suoi scopi...

" (Palmiro)
Grualdo Abbattipecore: "Sparvierroooooooo nulla, dipende da lui, Rebecca dovremmo prima guadagnarci la fiducia della persona più alta in carica " (Guido )
Rebecca Favellente: "(Rivolta allo Sparviero) dipende da quanto Siamo bravi a trattare" (Martina)
Lo Sparviero: "Scusa rebecca, a trattare con chi? Con l'oste? O con il vasaio?" (Palmiro)
Rebecca Favellente: " Grualdo non dico che sarà semplice ma più il rango è elevato e più possibilità ci sono di avere informazioni importanti. Sappiamo tutti che questa persona non deve necessariamente fidarsi di noi per darcele" (Martina)
Rebecca Favellente: "Con chi comanda qui, Sparviero" (Martina)
Rebecca Favellente: "Mi sembra così assurdo che queste persone si uccidono tra di loro quando è evidente che hanno problemi più grossi da risolvere" (Martina)
Grualdo Abbattipecore: "Bha in questo lurido buco ho visto l’oste La moglie e di la in cucina un ragazzo che potrebbe essere il figlio. " (Guido )
Grualdo Abbattipecore: "Io gli andrò a parlare " (Guido )
Grualdo Abbattipecore: "Gli farò notare che i suoi servigli in questo buco di fango sono a esosi " (Guido )
Grualdo Abbattipecore: "E vediamo lui cosa obbietta e come si mette, se dovesse essere così stupido da non voler trovare una soluzione pacifica dovremo trovarne una meno pacifica " (Guido )
Grualdo Abbattipecore: "Che prevede ricevere in eredità la locanda dal defunto oste " (Guido )
Rebecca Favellente: "Grualdo sai che se gli fai male poi sarei costretta a guarirlo.." (Martina)
Rebecca Favellente: "Non potresti strapazzarlo solo un po'? " (Martina)
Rebecca Favellente: "(Guarda Finn cercando il suo appoggio)" (Martina)
Grualdo Abbattipecore: "Se strapazzando ci dona l’attivata, di eraamenrw mentre ci parlo andrai a vedere come sta il vasaio " (Guido )
Finn Dolceviso: "Grualdo, per favore, calma i tuoi ardori, tutto bene" (Diana)
Finn Dolceviso: "Guardami negli occhi e calmati...non faremo niente di "apertamente" cattivo all'oste, va bene?" (Diana)
Finn Dolceviso: "Se proprio ti ha fatto arrabbiare, stanotte mentre tutti dormono sgattaiolo nelle loro stanze e "ribilancio" i conti con l'oste " (Diana)
Grualdo Abbattipecore: "Non sono arrabbiato, e sono calmissimo " (Guido )
Rebecca Favellente: "(Sospira alle parole di Finn sperando che il Plenipotente accetti il concetto di male minore) " (Martina)
Grualdo Abbattipecore: "Vado a prendere un po’ d’aria " (Guido )

Grualdo, strizzando l'occhio per tranquillizzare tutti, si alza ed esce dalla taverna. 

Lo Sparviero: "Speriamo bene... per l'oste, intendo. Ma anche per noi. " (Palmiro)
Gruppo: Il gruppo continua a confabulare e a scambiarsi idee in modo caotico. Alla fine pare raggiungere un consenso: andare a parlare col vasaio di nuovo e carpire piu informazioni su Gregor diventa priorita, .. Rebecca scelta di nuovo per gestire la conversazione con il vasaio, si avvia dal vasaio seguita da Umba, Bon e Peloter e a parte discutere su Gregor, Rebecca chiede piu' informazioni riguardo l'arruolamento; tra le varie domande, cerca di capire se c'era la possibilita' di entrare in contatto con un personaggio "d'alto rango" della fazione di Mionir, per capire quali missioni avevano la piu' alta priorita' per la fazione e fossero all'altezza di questo gruppo di eroi; nel frattempo Grualdo, col suo fare bonaccione, si offre di girellare per il villaggio con lo scopo di carpire informazioni dai paesani, e Finn lo accompagna, non solo per dare una parvenza di coppietta che gironzola per le strade, ma anche per prendere nota mentale delle risposte e del linguaggio corporale dei paseani, visto che il gruppo dubita sulla capacita mnemoniche di Grualdo... Il gruppo si mette d'accordo sul rincontrarsi dopo 3h alla locanda dell'oste ladro

Info

1° episodio dell'avventura Gli orrori di Ptesport

Narratore: Luigi "Leather face" Pignalosa
Ambientazione: Primo step - Ambiente Easy Stato episodio: (concluso)
Portavoce: ()

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